sabato 27 ottobre 2007

PERCHE' COMBATTERE DA CORRETTO

Perché combattere?

Perché combattere contro un sistema civile un po’ storpiato nei valori dei diritti?
Perché combattere contro poteri legislativi, esecutivi e giudiziari?
Perché combattere contro rapinatori legalizzati che, confidando in un sistema perverso che permette loro di agire indisturbati nel non rispetto delle leggi e degli ordinamenti civili, penali, e giurisdizionali, si rivelano peggiori di un qualsivoglia “rapinatore vero” che puntando contro un’arma riesce così almeno a far capire il valore della vita rispetto al valore che intende usurpare?
Io personalmente, avendo conosciuto ed avendo parlato con rapinatori veri, adesso riesco a dare più dignità a questi ultimi che hanno il coraggio di dire di esserlo ma non a coloro che, mascherandosi dietro al potere di una fantomatica legge, senza enunciarne quale, o dopo ufficiale domanda del vigore di quale legge, riescono a invalidarne la legittimità facendo ricorso a stratagemmi e forzature umane, con l’influenza di cordata più sporca di quella della migliore organizzazione di società criminosa clandestina. Amministratori prepotenti, come, per citare uno dei tanti esempi, quelli che una volta riuscirono ad avere anche l’avallo di un pretore che in una vertenza fu capace di inventarsi una sentenza (con valore di legge). Questi in sintesi i fatti: si trattava della volontà di voler recuperare parti di un’automobile di proprietà, non più in circolazione. Azione di recupero voluta tra l’altro dall’articolo 1 dalla legge contestata.
Tale volontà fu negata da parte delle forze dell’ordine che multarono il proprietario. Arrivati al ricorso davanti ad un pretore questi formulò la seguente sentenza: “non si concede risarcimento danni morali o materiali perché anche se non vi è nessuna violazione nei confronti di nessuna legge vigente gli orientamenti giurisdizionali oggetto di discussione in parlamento vogliono vietare a privati cittadini di intervenire sui propri automezzi “ .
Perché una persona (fisica) può essere arrestata se non si costituisce davanti al giudice ma la persona giuridica si può permettere di non presentarsi ? Come quei personaggi che per essere a capo di enti, e, dovendo essere remunerati con cifre mille volte più di un lavoratore, vengono posti ad un livello di impunità da tiranno.
Allora resta più facile lasciar correre, il che significa stare al gioco di un meccanismo comportamentale aberrante, rinunciare a dei diritti negati, pagare anche se non dovuto.
Ecco che poi sentiremo anche di mancar di rispetto ai doveri civili.
Quando finirà la civiltà ? Quando ritorneremo alla barbarie?
Con queste mie considerazioni voglio solo invitare a dibattere del buon senso da adoperare nel vivere e a far sì che la questione venga posta prima di arrivare all’irreparabile.
Fare questo tipo di riflessioni ci permetterà di capire perché esistono persone che ad un certo momento della vita decidono di schierarsi contro un sistema: o si preferisce, come ho fatto io, combattere allo scoperto ma in maniera civile, non offendendo il vivere di nessun’altra persona, oppure si ricorre a lotte di tipo clandestino, spesso crudeli e contro la legge civile e morale, come fanno alcuni personaggi quali una bomber, oppure quei reo-confessi, che, una volta condannati, hanno diritto a vitto ed alloggio in reclusione.
Quanto vogliamo aspettare per destarci da questo stato di indifferenza?
Vedete che poi, lo insegna la storia, arriverà il momento che si soverchierà l’organizzazione civile perché non se ne può più.
E’ meglio sfasciare ? Già , anche questo lo insegna la storia, dopo un conflitto popolare si pensa a ricostruire quanto demolito e per un pò di anni non si ha tempo per pensare ad altro.
Queste considerazioni le voglio sottoporre all’attenzione di voi lettori perché anch’io a volte sono tentato di disubbidire a comportamenti corretti ma mi sono stati inculcati forti insegnamenti dai miei genitori, soprattutto da mio padre, il quale mi ha sempre ripetuto che ciò che non ci appartiene non si tocca, e ciò che abbiamo acquistato col sudore va difeso ad ogni costo.
E con testimonianza di vita che ha mi dimostrato di essere stato capace di riscattarsi da uno stato di povertà: a dodici anni, nel non lontano 1944, andava a zappare per due chilogrammi di grano ( ventiquattro centesimi di euro) dal sorgere del sole al tramonto.
Questo insegna cosa è la dignità e come si conserva.

Rino Firmani

Nessun commento: